mercoledì 8 gennaio 2014

La mia vita con lui è stata una vita senza di lui


Cosa succede quando “il combina guai” premio Nobel per la pace incontra l’infermiera “dalla vita difficile” ?


Lei è Nomzamo che in lingua xhosa significa “dalla vita difficile”.
Lui è Rolihlahla “il combina guai”.
Lei è l’ ultima di otto sorelle e ha perso la mamma, un’insegnante di economia domestica, a soli otto anni.
Lui è un discendente della famiglia reale dei Thembu, una tribù di etnia Xhosa.
Lei è nera. Lui è nero. Ma per tutti sono Winnie e Nelson. I Mandela.
La politica di apartheid, teorizzata a partire dagli anni ‘30, soprattutto per iniziativa del National party, aveva trovato il suo pieno sviluppo dopo l’avvento di quest’ultimo al governo.Il Sudafrica era diviso in bantustan: teoricamente “porzioni di terre natìe” autogovernate, territori dipendenti dall’autorità del governo sudafricano bianco in cui molti neri erano costretti a trasferirsi in pratica.
Winnie è famosa per essere la prima nera del Sudafrica ad ottenere il diploma di assistente sociale. La sua foto in camice e cuffietta bianca è su tutte le prime pagine dei settimanali. Il suo sorriso luminoso risalta su quella pelle così scura e problematica. Nelson è un avvocato, leader del Congresso nazionale africano e ha fatto dell’abolizione del sistema di apartheid il suo più grande obiettivo di vita. A metà degli anni ’50 si incontrano e il 14 giugno del 1958 Winnie, nonostante le preoccupazioni del padre, sposa Nelson, 18 anni più grande, già divorziato e in libertà vigilata. Per il matrimonio ottengono un permesso speciale di quattro giorni, al termine dei quali, lui torna con la scorta della polizia in prigione e lei con una profonda solitudine a Soweto.
Mandiba, viene assolto ma gli incontri sono sempre pochi e fugaci. Brevi ma intensi.
Gli ideali di lui sono diventati quelli di lei, le battaglie di lui le batteglie di lei, la forza di lui la forza di lei. 
Winnie a soli 4 mesi dal matrimonio dimostra la sua tenacia ad una manifestazione contro le leggi sui lasciapassare obbligatori per i neri. Incinta, viene subito arrestata, passa una settimana in guardina e quando esce ad attenderla ci sono solitudine, continui arresti, processi e lunghi periodi di detenzione. Nascono Zenani e Zindzi che cresce e tira su da sola lontano da quel marito, ormai condannato all’ergastolo. Arrestata, sotto la repressione del terrorismo, trascorre più di un anno in isolamento, dove viene ripetutamente torturata. Ma sono gli Otto anni in esilio, sola con le sue due figlie, nel villaggio di Brandfort, che la distruggono. 

La paladina dei neri sudafricani in cerca d’uguaglianza e di emancipazione, la regina della lotta all’apartheid è solo una donna alla deriva ormai. Nell’85 sfida la legge del bando e torna a vivere nella sua casa di Soweto. La segregazione raziale è ormai una tematica calda a livello internazionale e nonostante Nelson sia ancora in prigione Winnie, simbolo di quella lotta, inizia a ricevere premi e ingenti sovvenzioni, ma qualcosa in lei è cambiato per sempre. Inizia a frequentare gente di ogni tipo, beve, conduce una vita sessuale disinvolta, aizza odio profondo e morte contro le spie. Si fa costruire tra le baracche una villa di 22 stanze con piscina. Nelson dal carcere non riconosce più la donna che ha sposato e non esita a disapprovarla pubblicamente più volte.

L’11 febbraio 1990 lui esce di prigione, diviene presidente del Sudafrica e riceve il Nobel per la Pace. Dei 32 anni passati, il tempo che hanno trascorso insieme è di appena pochi giorni.
“La mia vita con lui è stata una vita senza di lui” non smetterà di dichiarare mai lei.
La separazione arriva nell’aprile 1992 e nel marzo di 4 anni dopo il divorzio definitivo.La coppia alla quale molti si sono ispirati, simbolo di forza, di lotta e di tenacia ormai non è niente di più di due persone che discutono in un aula tribunale di mantenimento.
Una coppia sopraffatta dagli eventi, distrutta dalle ingiustizie e dai soprusi altrui.
Una coppia la cui storia era già scritta nei loro nomi.






(CREDITS – Tumblr)

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