“Il 35 % percento dei Giapponesi
preferisce la tecnologia ad una relazione”
Ai
Aoyama è una consulente che si occupa di relazioni e sesso . Il suo nome, in
giapponese, significa " amore " ed è il ricordo di quando, circa 15 anni fa,
in veste di vera Regina dell’Amore, esercitava il suo ruolo di dominatrice
professionista. Oggi il suo lavoro è cambiato. Aoyama , 52 anni, sta cercando
di curare ciò che i media del Giappone chiamano sekkusu shinai shokogun , o " sindrome del celibato ". I giovani giapponesi avrebbero rinunciato ad innamorarsi, a fidanzarsi, a
sposarsi ma soprattutto a tentare di perpetuare la stirpe.
Questo è il tema di
un’inchiesta condotta da una giornalista americana, Abigail Haworth, per il The Guardian.
Giusto per dare un po’ di numeri, dal sondaggio emergerebbe che il 40 per cento
delle studentesse dichiara di non aver mai avuto rapporti intimi, mentre il
35,1 per cento dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni si dichiarano «non interessati
al sesso» o lo rifiutano espressamente.
Ovviamente, come per quasi tutti i problemi che affliggono la società del
21esimo secolo, la causa scatenante sarebbe l’eccessiva pervasività della
tecnologia nelle loro vite.
Il 35 percento dei ragazzi
preferirebbe incontri virtuali con i videogame o nei siti, nei social network e
nei locali a luci rosse. Sono le cyber
bambole che si accendono e spengono a comando a conquistare i cuori (e non
solo) di questi uomini erbivori,
ovvero privi di desideri carnali.
Un quadro preoccupante che è testimonianza di una società sempre
più tossicodipendente di realtà virtuale. Sempre Aoyama racconta di un uomo,
capitatogli nei suoi 30 anni di carriera, che non riusciva a provare piacere se
non “in presenza” di un robot femmina, protagonista di un gioco simile a Power
Rangers.
Ma perché tutto ciò accade solo in Giappone quando i tre colossi dell’ High-Tecnology (Google, Apple e Microsoft) nascono e si sviluppano negli States ?
Ma perché tutto ciò accade solo in Giappone quando i tre colossi dell’ High-Tecnology (Google, Apple e Microsoft) nascono e si sviluppano negli States ?
La verità, sempre secondo l’inchiesta del The Guardian, sta nel fatto che il
Giappone, per sopperire al sovraffollamento in uno spazio fisico limitato, “ha
sviluppato sofisticati mondi virtuali e sistemi di comunicazione on-line molto
più fantasiosi del mondo reale”.
Smartphone in mano e Cyber bambole a parte, spendiamo molto più tempo a
comunicare con i nostri amici attraverso i social network online che vedendoli
in carne e ossa. Ci affidiamo ad un algoritmo, come quello proposto da
facebook, per individuare con facilità il nostro principe azzurro
e il grado di rischio di un’eventuale storia d’amore.
Collegati virtualmente, scollegati fisicamente dunque.
Ma tutto questo bisogno tecnologico è davvero un bisogno? Forse, ci rendiamo di
aver toccato il fondo quando addirittura Bill Gates afferma che l'importanza
della Rete come "priorità" del mondo, a confronto dei Veri supplizi
(malaria, malnutrizione, aids solo per citarne alcuni) non può che essere
"uno scherzo".
(CREDITS – Tumblr)




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