sabato 4 gennaio 2014

Toglietemi tutto ma non il mio tablet !


Da un’inchiesta del The Guardian l’allarme: 
“Il 35 % percento dei Giapponesi preferisce la tecnologia ad una relazione”













Ai Aoyama è una consulente che si occupa di relazioni e sesso . Il suo nome, in giapponese, significa " amore " ed è il ricordo di quando, circa 15 anni fa, in veste di vera Regina dell’Amore, esercitava il suo ruolo di dominatrice professionista. Oggi il suo lavoro è cambiato. Aoyama , 52 anni, sta cercando di curare ciò che i media del Giappone chiamano sekkusu shinai shokogun , o " sindrome del celibato ". I giovani giapponesi avrebbero rinunciato ad innamorarsi, a fidanzarsi, a sposarsi ma soprattutto a tentare di perpetuare la stirpe. 

Questo è il tema di un’inchiesta condotta da una giornalista americana, Abigail Haworth,  per il The Guardian.
Giusto per dare un po’ di numeri, dal sondaggio emergerebbe che il 40 per cento delle studentesse dichiara di non aver mai avuto rapporti intimi, mentre il 35,1 per cento dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni si dichiarano «non interessati al sesso» o lo rifiutano espressamente. Ovviamente, come per quasi tutti i problemi che affliggono la società del 21esimo secolo, la causa scatenante sarebbe l’eccessiva pervasività della tecnologia nelle loro vite.

Il 35 percento dei ragazzi preferirebbe incontri virtuali con i videogame o nei siti, nei social network e nei locali a luci rosse. Sono le cyber bambole che si accendono e spengono a comando a conquistare i cuori (e non solo) di questi uomini erbivori, ovvero privi di desideri carnali.

Un quadro preoccupante che è testimonianza di una società sempre più tossicodipendente di realtà virtuale. Sempre Aoyama racconta di un uomo, capitatogli nei suoi 30 anni di carriera, che non riusciva a provare piacere se non “in presenza” di un robot femmina, protagonista di un gioco simile a Power Rangers.
Ma perché tutto ciò accade solo in Giappone quando i tre colossi dell’ High-Tecnology (Google, Apple e Microsoft) nascono e si sviluppano negli States ?

La verità, sempre secondo l’inchiesta del The Guardian, sta nel fatto che il Giappone, per sopperire al sovraffollamento in uno spazio fisico limitato, “ha sviluppato sofisticati mondi virtuali e sistemi di comunicazione on-line molto più fantasiosi del mondo reale”.

Smartphone in mano e Cyber bambole a parte, spendiamo molto più tempo a comunicare con i nostri amici attraverso i social network online che vedendoli in carne e ossa. Ci affidiamo ad un algoritmo, come quello proposto da facebook, per  individuare con facilità il nostro principe azzurro e il grado di rischio di un’eventuale storia d’amore.

Collegati virtualmente, scollegati fisicamente dunque. 
Ma tutto questo bisogno tecnologico è davvero un bisogno? Forse, ci rendiamo di aver toccato il fondo quando addirittura Bill Gates afferma che l'importanza della Rete come "priorità" del mondo, a confronto dei Veri supplizi (malaria, malnutrizione, aids solo per citarne alcuni) non può che essere "uno scherzo".




(CREDITS – Tumblr)

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