Ho sempre amato il Carnevale. Sarà per quella leggerezza nel
mettere da parte i doveri dell’essere a favore di un essenza frivola e
spensierata. La gioia di calarsi nei panni di qualcun altro, sia esso reale o
inventato, e da questo prenderne i lati più folli ma sempre veri.
Dopo tutto: c’è molta più verità
in un innocente travestimento che nell’autenticità di tutti i giorni.
Diventare almeno per qualche ora la caricatura di ciò che ci
piacerebbe o che mai vorremmo essere. Che sia un innocente fatina, una
provocante Jessica Rabbit, un’alternativa Lady Gaga, una dispettosa diavoletta.
Un inquietante Joker, un simpatico messicano, un affascinante Batman o un
bugiardo marinaio.
Tutto fuorché se stessi ma allo stesso tempo il nostro più
intimo me stesso.
Smettere per un giorno di reprimere ogni nostra pulsione e
dare vita ad un turbinio di emozioni e sentimenti. Come in una tela di Pollock
esce fuori cioè che per i restanti 364 giorni abbiamo imparato a controllare e
contenere. Selvaggi e spontanei parliamo, ridiamo e scherziamo nei panni di
qualcun altro che domani non ci sarà più (spesso per fortuna). D’altronde a
Carnevale ogni scherzo vale.
Mettiamo su una maschera differente da quelle dietro cui ci
nascondiamo ogni giorno. Posiamo il costume da buona amica, da fidanzata
premurosa, da figlia diligente, da lavoratrice professionista e ne vestiamo una
più easy, una che spesso calza meglio dell’altra. Quasi a pennello. E mentre
Realtà e finzione si intrecciano fino a diventare indistinguibili, non posso
fare a meno di chiedermi: chi siamo veramente noi ? Siamo i ruoli che troppo
spesso la società ci impone di avere o quelli che nel giorno del Carnevale ci
creiamo?
Siamo razionalità o follia?
Il “Meraviglioso mondo delle Smarties” ha da sempre attratto
la nostra parte più incoerente, anche se la vera vita è fatta (spesso
purtroppo) di coerenza, di scelte concrete, di niente se e niente ma. Ma
sarebbe davvero così folle provare per un solo giorno ad essere ciò che non
potremmo mai essere ? Dicono che sarà la leggerezza a salvare il mondo. Se è
davvero così, perché troppo frequentemente ci dimentichiamo di mettere da parte
l’orgoglio e di abbattere le barriere mentali dietro cui siamo noi stessi ad
imprigionarci ?
In fondo la vita è così breve per prendersi troppo sul serio.
L’apparente (perché di apparenza si tratta) normalità è la
malattia del 21esimo secolo, si sa.
Dio benedica dunque il Carnevale e la sua capacità nello
stravolgere l’ordine prestabilito.
A tutti voi la voglia di mettere da parte l’orgoglio e essere folli.
Sempre, comunque e nonostante !
Credits- Tumblr





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