C'è una forza
che unisce le persone anche a distanza di miliardi e miliardi di chilometri.
E' un potere
quasi soprannaturale che non avrebbe ragione d'essere se non legasse così
in profondo le radici e i pensieri di due o più cuori.
No, non è
l'amore, vi avverto !
Quello si
rovina, svanisce, finisce, spesso senza neanche lasciare traccia. Dopo tutto anche i nodi dei più degni marinai, si sciolgono. No,
è qualcosa che va oltre i terreni e comuni sentimenti, i quotidiani
affetti. Sincerità nelle parole, onestà nei sentimenti, chiarezza nelle intenzioni sono solo le basi, ma c'è di più.
Niente di
tangibile,niente di osservabile, niente di udibile.
E' più che
altro una sensazione, una di quelle profonde, radicata tra il cuore e lo
stomaco. Una di quelle che collegano ciò che potrebbe essere a ciò che
forse è. L'impensabile, ancora ignoto alla nostra mente, con la realtà
effettiva dei fatti.
Non importa
quanta distanza ci sia tra due anime, non importa quanti chilometri, ore o
lacrime ci siano di mezzo tra loro, si tratta di un filo invisibile che collega
gli alberi di Central Park con i grattacieli
di Osaka, passando per le piramidi d'Egitto e le steppe russe. La terra al cielo.
E'
la capacità innata ma sorprendentemente naturale di riuscire a sentire dentro,
di avvertire e di captare che anche dall'altra parte del mondo, qualcosa ha
spezzato la routine di qualcuno a te mentalmente vicino e che questo
probabilmente ha bisogno della tua presenza, fisica o virtuale.
Nei
casi più "gravi" si presenta come un groviglio alla gola, seguito
dall'impellente bisogno di dover chiamare quella persona. Nei casi meno gravi è
una semplice e ingenua voglia di sentire come quella persona realmente stia.
Non c'è un motivo, non c'è una logica c'è solo questa stramba percezione.
Si,
se lo state pensando, è pura follia, pazzia, tutto quello che di assurdo possa
esistere. Eppure, avvertirete lo stupore quando sarete costretti a realizzare
che effettivamente il vostro istinto e la vostra anima avevano ragione. A
dispetto di tutte le regole e di tutte le pragmatiche dimostrazioni, qualcosa
di più grande e profondo, chiamatelo istinto, chiamatela anima, era nel giusto.
Una muta richiesta d'aiuto, una silenziosa dimostrazione di affetto.
Sarete dunque d'accordo con me che definirla empatia sarebbe riduttivo.
Mi è capitato diverse volte nella vita di provare questa sensazione e ho dato sempre ascolto a ciò che avvertivo, mettendo da parte l'orgoglio o la logica dei fatti. Sempre, tranne una volta.
Probabilmente non saprò mai se il silenzio è stata la scelta più giusta, nell'incertezza vado avanti per la mia strada, consapevole che chi ami lo porti dentro anche a distanza.
A mia Nonna e a tutti voi, con l'augurio di riuscire ad avere accanto chi amate.
Sempre, comunque e nonostante tutto !
Credits- Tumblr




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