Le mani impegnate in qualcosa di più grande. Come se il
futuro fosse davvero qualcosa che si può decidere nel presente. La voglia, che
in realtà è più una necessità, di dar sfogo ai pensieri. Come se mettere nero
su bianco potesse davvero essere utile a far chiarezza.
Fuori dalla finestra il sole imprevedibile di una sempre
tormentata Sicilia. Lo stesso sole che tre giorni fa con impavida prepotenza regalava una leggera
tintarella a coloro che a quei caldi raggi avevano creduto; lo stesso sole che
oggi a fatica spunta fuori dalle nuvole, trascinate a forza da un inaspettato
maestrale.
Intorno il caos.
Amici in piena crisi esistenziale che ti mostrano come in fondo a nuotare in quel burrascoso mare d’aprile non sei la sola e unica. Che tutti, nessuno escluso, di piccoli fastidi primaverili, sia concesso il vezzo di definirli tali, è esente. Tante, troppe le barche che hanno perso i punti di riferimento e alla deriva vagano senza meta e senza certezze.
Amici in piena crisi esistenziale che ti mostrano come in fondo a nuotare in quel burrascoso mare d’aprile non sei la sola e unica. Che tutti, nessuno escluso, di piccoli fastidi primaverili, sia concesso il vezzo di definirli tali, è esente. Tante, troppe le barche che hanno perso i punti di riferimento e alla deriva vagano senza meta e senza certezze.
Perché nell’imprevedibile realtà quotidiana niente è dato per scontato. Niente e nessuno. Le persone vanno e vengono come se vivere di momenti fosse davvero la via maestra verso la felicità. Una felicità che è effimera, fatta dell’oggi ci sono, domani non si sa. Di note stonate e incontri fugaci. Di pagine non studiate, di telefonate rubate. Di pranzi che è stato meglio saltare e di caffè che non sono mai abbastanza. Qualcuno dice che non è così e che in fondo ad esser venuta meno è solo quel pizzico di fiducia nei confronti di se stessi e di quanto di bello questa vita può ancora darci.
Eppure la voglia di stupirsi di nuovo è tanta.
Di meravigliarsi guardando una nuova alba sorgere, perché quel vecchio tramonto, per quanto bello possa essere stato ormai appartiene a ieri. Di ridere fino a lacrimare. Di ballare, per la prima volta dopo tanto tempo senza avere pensieri per la testa. Di scoprire cose e persone nuove. Di gioire con gli amici di una vita, troppo lontani da una realtà così complicata. Di guardarsi negli occhi e di capirsi al volo. Del profumo della torta di mele, perché altrimenti non è domenica. Di ritrovarsi. Di ridurre tutto ad un giorno di sole.


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