domenica 8 giugno 2014

Come essere felice (parte prima)


Come essere felice parte prima:
I segreti della mera felicità secondo una persona che la mera felicità non l’ha ancora trovata, ma non demorde.

1) Impara a bastarti e se non ti basti fatti bastare le persone giuste


Il motivo principale per cui la maggior parte delle persone soffre (o pensa di soffrire) è l’assenza di compagni di vita con cui condividere le gioie quotidiane.
Come biasimarli? E’ meraviglioso svegliarsi al mattino e avere qualcuno accanto che rende il tuo buongiorno migliore con croissant e cappuccino. Come è meraviglioso passare la serata sul divano a vedere un film insieme quando pure tua cugina di quinto grado sembra avere impegni.
Ma cosa succede se questo principe azzurro tappabuchi o questa bella statuina non ci sono ?
Impara a bastarti, mi ripeteva costantemente la mia migliore amica.
E a distanza di tempo, come darle torto? Viviamo nel perenne inseguimento degli altri che troppo spesso ci dimentichiamo quanto tutto quello di cui abbiamo bisogno sia già in noi.
Forse è per questo che abbiamo, due gambe, due mani, due occhi: per raggiungere, afferrare e guardare da soli quello che vogliamo. Ora, sarebbe un’ipocrisia da parte mia dire che siamo fatti per stare da soli e dobbiamo accontentarci di questo, ma la verità è che come non siamo fatti per stare da soli, non siamo nemmeno fatti per stare con chiunque. Quindi, se ad un certo punto avvertiamo che le nostre due gambe non sono più sufficienti per camminare in questa vita e i nostri due occhi non possono continuare a specchiarsi nel mare ma hanno bisogno di altro in cui specchiarsi, la ricerca oltre che lunga e tortuosa, deve essere accurata. Se è vero, come sostiene Platone, che gli Dei hanno separato con un fulmine le rispettive anime gemelle, spetta a noi il compito di ritrovare l'altra metà della mela, ma nell’attesa non dimentichiamoci di noi stessi.

2)Smettila di mangiarti il fegato: un HamBurger Bacon e salsa BBQ con patatine fritte è più buono.


Un altro dei motivi per cui una buona parte della popolazione soffre è perché si logora dentro. Tanti, troppi i motivi per cui lo fanno: un passato troppo difficile da dimenticare, un rimpianto giovanile non ancora superato, il rimorso di ciò che si sarebbe potuto o dovuto fare. Nel 21esimo secolo logorarsi dentro è sicuramente la malattia del tempo. Ma cosa fare quando la gastrite è il tuo pane quotidiano e l’andare avanti è un ipotesi quasi irrealizzabile ?  Dimenticare non è certamente la medicina migliore, primo perché a forza di dimenticare potresti ricommettere gli stessi errori, secondo perché se non raschi bene il fondo del bicchiere della memoria il pericolo “Forse, non mi è ancora passata” è dietro l’angolo. Far finta di niente tanto meno: coprire una buca con dei ciottoli farà riapparire la buca al primo acquazzone.
Appurato che dimenticare e ignorare non sono le due soluzioni, cosa ci resta da fare ?
Massimo Troisi avrebbe detto: “Non ci resta che piangere” e in qualche situazione avrebbe avuto ragione. Ma nell’era delle fashion blogger, anche una misera colatura di mascara potrebbe essere fatale.
Scherzi a parte, la verità è che bisogna imparare a perdonare ma soprattutto a perdonarsi. E’ facile graziare gli altri, soprattutto se dietro c’è dell’affetto. Siamo portati per natura a giustificare i comportamenti sbagliati di coloro che amiamo ma con noi stessi questo accade solo di rado. Ci crocifiggiamo per un momento di debolezza, colpevolizzandoci per ogni minima defaillance e stigmatizzando ogni punto debole, ma è solo quando impareremo a perdonarci per i peccati commessi o presunti, che riusciremo ad andare avanti in pace con il mondo e con noi stessi.

To be continued…




Credits- Tumblr

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